Sotto le vette imponenti del Gran Sasso, dove il borgo di Castel del Monte si arrampica sulla roccia, rivive ogni anno una delle tradizioni più oscure e affascinanti d'Abruzzo: "La Notte delle Streghe". Conosciuta anticamente come “ru rite de’ re sette sporte” (il rito dei sette archi), questa manifestazione non è un semplice spettacolo, ma la trasformazione teatrale di un esorcismo collettivo che ha abitato i vicoli del paese fino alla metà del secolo scorso.
L'Origine: Tra Paura Ancestrale e Superstizione
Il cuore dell'evento affonda le radici in un passato di miseria e credenze magiche. Un tempo si pensava che le streghe, silenziose e invisibili, s'introducessero nelle case per "succhiare" la linfa vitale dei neonati, portandoli a una morte inspiegabile. Per contrastare questo male oscuro, la comunità metteva in atto un protocollo rigoroso:
La Veglia: Per nove notti consecutive, la madre, la comare e altre donne del borgo sorvegliavano il piccolo senza mai chiudere occhio.
La Processione Silenziosa: Al termine della nona notte, si snodava un corteo muto attraverso l'abitato.
Il Passaggio sotto gli Sporti: Le donne dovevano attraversare sette sporti (archi o tunnel medievali), simboli di una rinascita o di una purificazione progressiva.
Il Fuoco Purificatore: Raggiunto un bivio, i panni del bambino venivano battuti con forza e infine arsi in un falò, convinte che con quel fumo svanisse anche l'influenza della strega.
Ciò che un tempo era un atto di disperata fede popolare, nel 1996 è diventato un grande evento culturale. Ogni anno, il borgo medievale si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. Gli abitanti e gli attori rievocano quelle atmosfere, guidando i visitatori in un viaggio itinerante che valorizza l'identità e la memoria storica del luogo.
Un Borgo che si fa Palcoscenico
Quando cala il sole su Castel del Monte, le luci elettriche si spengono per lasciare spazio al chiarore incerto delle torce e delle candele. Il borgo si trasforma in un labirinto di ombre. L'aria si rinfresca bruscamente, tipico delle altitudini abruzzesi, e l'odore del legno bruciato e del fieno si mescola a quello della pietra antica. Non sei più un semplice turista: camminando tra le "ruelle" (i vicoli strettissimi), diventi parte di una processione silenziosa che attraversa il tempo, una rappresentazione itinerante che si snoda attraverso il cuore medievale del paese.