
Grotta Cavaliera
553V+6VV Pennapiedimonte Pennapiedimonte
La Grotta Cavaliera è uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia del versante orientale della Majella, situata nel territorio di Pennapiedimonte (CH), il borgo noto come la "Matera d'Abruzzo" per le sue case scavate nella roccia.
Storia e Archeologia
La grotta non è solo un fenomeno naturale, ma un sito di importanza storica documentata:
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Frequentazione Preistorica: Gli scavi hanno rivelato che la grotta è stata utilizzata come riparo sin dal Neolitico, testimoniando la presenza umana millenaria tra queste gole.
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Il Nome: Il nome "Cavaliera" sembra derivare da antiche leggende o dal possesso della zona da parte di nobili famiglie locali, ma è legata soprattutto alla vita pastorale e al brigantaggio che ha caratterizzato la Majella nell'Ottocento.
Caratteristiche della Grotta
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Morfologia: Si tratta di un'ampia cavità naturale situata a circa 900 metri di quota, sul fianco della spettacolare Valle dell'Avello.
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L'Affaccio: Dalla grotta si gode di una vista mozzafiato sulla valle sottostante e sulle pareti verticali di roccia calcarea che caratterizzano questo settore della montagna, amato anche dagli arrampicatori.
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Uso Pastorale: Per secoli è stata utilizzata dai pastori come rifugio per le greggi durante la transumanza verticale, pratica che ha lasciato tracce nelle strutture in pietra a secco ancora visibili.
Escursionismo e Accesso
La visita alla Grotta Cavaliera è un classico dell'escursionismo sulla Majella:
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Partenza: Si parte solitamente dal Balzolo, il punto panoramico più alto del borgo di Pennapiedimonte.
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Il Sentiero: Il percorso fa parte del Sentiero G2 del Parco Nazionale della Majella. È una camminata di circa 45-60 minuti (solo andata) con un dislivello moderato, ma molto panoramica.
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Ambiente: Il sentiero costeggia profonde gole e pareti di roccia dove non è raro avvistare il Camoscio appenninico o l'Aquila reale.
Consigli Pratici
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Acqua: Lungo il sentiero non ci sono sorgenti, quindi è fondamentale portarla con sé.
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Pennapiedimonte: Prima o dopo l'escursione, merita una visita il borgo stesso, con le sue scale ripide e le facciate in pietra bianca della Majella lavorata dagli scalpellini locali.
